Ieri il nulla mi ha scritto una lettera. Non conteneva parole, ma l''ho letta comunque, tre volte, e alla terza piangevo. Non so di cosa. Forse di niente, che è l''unica cosa che fa piangere sul serio.

Chi ha paura del vuoto non ha mai provato a riempirlo con qualcosa di vero.

Un elenco di cose che non esistono e che mi mancano lo stesso

  • Il colore che vedevo da bambino e che ora chiamano blu solo per pigrizia
  • La versione di me che non ha mai letto questo articolo
  • Il rumore che fa una domanda quando nessuno la pone
  • Tutti i martedì che ho dimenticato di vivere

Un uomo entra in una stanza vuota e la trova già occupata: da lui, cinque minuti prima. Si salutano. Nessuno dei due sa chi se ne debba andare. Restano entrambi. La stanza, generosa, si finge più grande.

La domanda che non fa nessuno

Se il nulla avesse una faccia, sorriderebbe come chi sa già come va a finire? O ride perché non c''è nessun finale, solo un lunghissimo centro che noi, per pigrizia, chiamiamo vita?

Non ho risposte. Ho solo trovato un modo più elegante di non averle.

Alla fine tutto questo non significa niente. Ma leggilo di nuovo. Vedi? Adesso significa un po'' di più. Non perché sia cambiato il testo. Perché sei cambiato tu, di una virgola, mentre lo leggevi.